Elevare a frazione la località Nevegal, valorizzandone quindi, come prevede la legge, le libere forme associative e promuvendone gli organismi di partecipazione popolare all’amministrazione. Con la possibilità
che il sindaco possa delegare a un consigliere la materia di ordine e sicurezza pubblica.
E’ questa la richiesta dell’Associazione Proprietari Nevegal al Comune di Belluno e questo, secondo il sodalizio, è il momento giusto per farlo.
Il rinnovato, straordinario, interesse verso il Colle, ben visibile negli ultimi fine settimana quando la località è stata letteralmente presa d’assalto dai turisti, dimostra ancora di più la necessità
di conferire maggior dignità ad un luogo importante per il turismo e l’immagine del capoluogo. I primi contatti tra l’Associazione e l’amministrazione Massaro, per porre le basi di un dialogo positivo, sono già
stati presi, ora non resta che concretizzare il tutto e dare gambe a quella che sembra essere una nuova primavera per il Colle. Nel suo futuro potrebbero esserci importanti investimenti, anche grazie ai fondi del
Pnrr e in vista delle Olimpiadi, e poter contare su un territorio organizzato e in grado di rispondere al cambiamento grazie all’istituzione della frazione sarebbe il primo passo, a costo zero.
Al momento la ripartenza è frenata dal quotidiano, problemi con i quali la località deve fare i conti ormai da trent’anni. “Le attività economiche con fatica cercano di offrire servizi e qualità - commentano
dall’Associazione -, ma non riescono a soddisfare se non in misura limitata i proprietari di seconde case e i numerosi frequentatori amanti della natura e della tranquillità. L’idea è quella di far rientrare i vari
finanziamenti sul Colle, coordinati da una cabina di regia, in un mosaico che dovrebbe comprendere le stagioni estive e invernali (a livello turistico), ma anche il filone delle malghe, dell’alpeggio e degli impianti
di risalita”. Il risveglio c’è, negli ultimi tempi qualcosa è visibilmente cambiato e in futuro si prevede che andrà sempre meglio, anche grazie agli investimenti che la Regione Veneto prevede di attuare, ma è necessaria
una spinta da parte del Comune con il quale il dialogo continua a essere proficuo.
Perché questa occasione non vada dispersa, per l’Associazione che riunisce i proprietari di prime e seconde case del comprensorio Nevegal il passaggio fondamentale è conferire l’identità di frazione al
Colle che non è solo impianti di risalita, rifugi e sentieri ma luogo di vita e di vacanza per centinaia di persone alle quali il suo futuro sta a cuore. “Noi crediamo sia tempo di invertire la rotta e di passare
dal considerare questa località come un peso economico per il capoluogo a ritenerla un’opportunità e un valore aggiunto - commenta l’avvocato Matteo Dotta, referente per l’Associazione dell’istanza della frazione
-. Anche per questo è essenziale venga elevato a frazione. Il Nevegal soddisfa, infatti, tutti i requisiti richiesti: si tratta di un’entità territoriale ben definita che all’interno del comune di Belluno ha una
propria specifica identità, sia dal punto di vista geografico che paesaggistico, sia dal punto di vista economico e sociale che culturale. Inoltre da sempre si distingue nettamente rispetto al resto del capoluogo,
perché negli anni ha trovato uno sviluppo turistico, grazie alla sua posizione e alla ricchezza del suo ambiente naturale. Ci siamo interfacciati con il sindaco e con l’assessore Biagio Giannone, che ringraziamo
per la disponibilità”.
Il Consiglio comunale, d’altra parte, nel 2019 il segnale l’aveva dato, forte e chiaro: l’istituzione della Commissione speciale per il Nevegal era un buon punto di partenza. “Allora si era ipotizzato di
destinare adeguate risorse economiche per valorizzare il territorio - concludono dall’Associazione -. Si era capito come i tempi fossero maturi per affrontare e risolvere una volta per tutte i problemi collegati
a questo territorio nell’ottica di trasformare il Nevegal da zavorra a importante traino per il comune di Belluno tra l’altro utilizzando, almeno in parte, le risorse provenienti dall’Imu versata ogni anno dai proprietari
delle seconde case. La nascita della “Frazione Nevegal” sarebbe, quindi, il primo atto concreto per diventare un interlocutore istituzionale e avviare le iniziative necessarie a favorire il relativo piano di sviluppo
armonico e funzionale del territorio”.
Belluno Press

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